Fuochi Sacri
A dare inizio alla Notte Celtica di sabato 8 agosto sarà come da tradizione l’Accensione dei Fuochi Sacri. Il rito simbolo della Festa sarà accompagnato dalle cornamuse e dai tamburi della City of Rome Pipe Band.
CITY OF ROME PIPE BAND
TRADITIONAL SCOTTISH FOLK | LAZIO
MAIN STAGE
Fondata nel 2001, la City of Rome Pipe Band, che oggi conta circa quindici elementi tra pipers e drummers, è la prima formazione italiana dedicata alla cultura scozzese e alla tradizione delle pipe band. Venticinque anni di musica l’hanno resa un punto di riferimento nel panorama nazionale: accanto agli impegni istituzionali, come il Sei Nazioni allo Stadio Olimpico, dove esegue l’inno nazionale scozzese, o le cerimonie dell’Ambasciata Britannica, la band è l’inconfondibile protagonista di festival folk e celtici, con partecipazioni anche in Svizzera, Francia e Scozia, paesi dove si è misurata pure in gare internazionali, ottenendo consensi e premi. Proprio in occasione dei World Pipe Band Championships di Glasgow nel 2005, la City of Rome Pipe Band ha commissionato e registrato ufficialmente il proprio Tartan, disegnato per rappresentare i colori di Roma, sua città natale.
Nel lontano 2003 furono le sue cornamuse e i suoi tamburi a chiudere all’alba la prima edizione della Montelago Celtic Night. Oggi fa ritorno al Festival per rinnovare quel legame profondo con la rassegna e far rivivere l’emozione e l’energia di quella indimenticabile notte che segnò l’inizio di tutto.
Francesco Badaloni: cornamusa / Pipe Major
Mauro Guiducci: cornamusa
Isabella Del Peschio: cornamusa
Massimiliano Bruno: cornamusa
Federico Paradiso: cornamusa
Alberto Sarchiapone: cornamusa
Armando De Lellis: cornamusa
Paul Racionzer: cornamusa
Elena Proietti: tamburo tenore
Eleonora Fazio: tamburo tenore
Alessio Cavaliere: tamburo rullante / Drum Sergeant
Berardo Di Mattia: tamburo rullante
Eugenio Radighieri: grancassa
Francesca Robusto: porta bandiera / Drum Major
Il rito dell’accensione dei fuochi sacri trae origine dalla cultura degli antichi Celti: nella notte che segnava la fine della stagione calda e l’inizio di quella delle tenebre e del freddo, fra il 31 ottobre e il 1 novembre, i Celti credevano che tutte le leggi dello spazio e del tempo venissero annullate e che il mondo degli spiriti potesse così unirsi al mondo dei viventi. Per allontanare gli spiriti maligni dai villaggi allora veniva spento ogni focolare. Spettava ai Druidi il compito di accendere il Nuovo Fuoco, sulla cima di una collina, in mezzo alle querce (albero considerato sacro). Attorno a questo si danzava e cantava fino all’alba, quando il trapasso dalla stagione solare a quella delle tenebre era compiuto. Così i Druidi si recavano presso le famiglie donando loro le ceneri ardenti del Nuovo Fuoco per riaccendere quello domestico, in segno di speranza e ritorno alla vita.