Arduino Catini e Barbara Carraro
Imprevedibili traiettorie: l’India e l’eccezionalità fra luoghi, corpi e sospensioni - Presentazione
Ci sono viaggi che non finiscono mai davvero, rimangono nei corpi, nelle parole, negli sguardi. E ci sono luoghi - come Varanasi - che più li attraversi, più ti attraversano: Attraversamenti e Il respiro di Banaras nascono da percorsi imprevisti, inconsueti, che tessono incontri, relazioni e legami con luoghi e persone. Il testo e il progetto sono guadi metaforici e fisici da esplorare, zattere in cui narrazione poetica ed etnografia, riflessione antropologica e insegnamenti incontrati salpano insieme per un viaggio che, pur partendo dall’India, ha origini intime e lontane. Fra l’eccezionalità degli eventi e il quotidiano vivere, ribaltamenti e separazioni, conflitti e mediazioni, prendono voce e forma storie di vita, di costrizioni e di liberazioni, di emozioni e turbamenti: trame (tantra), vie costrette e aperture, connessioni e centri (bandhu, bindu) o scissioni cosmiche, mitologiche, storiche, politiche, umane. Racconti che si nutrono di sacro e di quotidiano, di caos e quiete, di studio, di lavoro, di meraviglia e turbamento, di pratiche di ricerca interiore e nel mondo.
Scrive Christian Bobin, in Elogio del nulla, «Quello che attraversiamo ci cambia. Il paesaggio affluisce nel corpo. Il vento si ingolfa nel sangue. Il cielo trova la via per il cuore»
Bio
Arduino Catini nel 1972, di ottobre, viene al mondo nella piccola città di Fermo, trascorre l’infanzia e l’adolescenza fra l’Abruzzo a Rapino e le Marche a Torchiaro, piccoli mondi che custodiscono speciali umanità e grandi immaginazioni. Completa gli studi, accademici e non, in scienze politiche economia bancaria e finanziaria, antropologia culturale ed etnologia, culture simbolo immaginali.
Barbara Carraro è nata nel 1973 a Macerata nelle Marche, dove al momento vive fra il mare e i Sibillini. Laureata in scienze politiche e antropologia culturale ed etnologia, esplora le pratiche del corpo e la meditazione.
Ricercatori indipendenti viaggiano tra gli appennini e l’Europa, fra gli “Orienti e gli Occidenti”: Ecuador, Messico, Guatemala, Marocco, Turchia, Iran, Uzbekistan, Siberia, Nepal, Mustang, Bhutan, Sri Lanka, India, etc. Dalle esperienze maturate nelle organizzazioni aziendali e nei sistemi informativi, l’interesse si volge al possibile dialogo fra le metodologie d’indagine dell’antropologia occidentale e i percorsi di alcune tradizioni del subcontinente, dei saperi e delle pratiche incontrate nel mondo. Un incedere sostenuto dalle esperienze di vita, dagli insegnamenti ricevuti e da una certezza: che sacro sia il mondo, che il sacro sia nei piccoli gesti della vita quotidiana, un’intima eternità annidata nelle piccole cose.