Rinascita selvatica

di Eleonora Matarrese - La Cuoca Selvatica

Si sta avvicinando uno di quei momenti nell’arco della ruota dell’anno in cui il "velo tra i mondi" è più sottile. La notte tra il 30 aprile e il 1 maggio è una notte molto importante, potente, al pari di quella tra il 31 ottobre e il primo novembre.
Come Samhain, anche Beltaine per le aree celtiche o Calendimaggio per quelle germaniche, è una festa stagionale. In questa occasione si celebra l’arrivo della primavera e la fioritura.
La notte del 30 aprile i giovani si recavano nei boschi e raccoglievano rami fioriti che venivano posti sulle porte o le finestre o donati alle ragazze come dichiarazione d’amore.
Il significato era mostrare il segno della rinnovata fecondità della Natura, che avrebbe portato abbondanza e fortuna. Questo rito è rimasto pressoché intatto fino a oggi, anche in Italia, in quanto numerose sono le festività popolari in tutto il paese.
La funzione magico-propiziatoria di questo rito si ha nello scambio di doni, solitamente cibo, vino, uova e dolci, regalati ai maggianti che cantano casa per casa. Simbolo della rinascita in Italia sono ontano e maggiociondolo, viole e rose.
Questa notte è conosciuta anche come notte di Valpurga o, in Finlandia, come Vappu, ed è carica di significati e diverse sono le piante spontanee a essa collegate.

Il mughetto, ad esempio, considerato sosia tossico dell’aglio orsino per la forma simile delle foglie, che in inglese viene chiamato “Lily of the Valley”, giglio della valle, dal latino lilium convallium, resa letterale del termine ebraico nel Canto di Salomone ii:1; ad esso è applicato il binomiale Convallaria majalis (dove majalis sta proprio per “di maggio”) dagli erboristi tedeschi nel XVI secolo.
È sinonimo di felicità che ritorna e porta fortuna.
La leggenda vuole che san Leonardo combatté il demonio assumendone le stesse sembianze. Vinse ma fu ferito e le gocce del suo sangue cadute in terra divennero campanellini bianchi: i fiori del mughetto.
In Francia oggi si usa regalare un mazzetto di mughetti porta fortuna, usanza introdotta da Carlo IX il 1 maggio 1561, mutuata da un’antica tradizione pagana per cui si regalavano tre fiori all’amata.

Il 1 maggio era la data in cui i naviganti uscivano per mare mentre sia per i celti che per gli scandinavi iniziava l’estate. Nel Medioevo il 1 maggio iniziava il mese dei fidanzamenti, e questo si ricollega alla notte di Beltane che era la “notte degli accoppiamenti” (vi ricordate Le nebbie di Avalon?).

Mai Wein

Nei territori dominati dai popoli germanici vi è ancor oggi l’usanza di bere bevande inebrianti per favorire gli incontri di questa notte, come il Mai Wein, anticamente realizzato dalla fermentazione della “regina dei prati” (Filipendula ulmaria/Spirea) ma soprattutto del Galium odoratum con i primi fiori di sambuco che per tradizione fiorisce quattro giorni prima e le prime fragoline di bosco.

La fragolina di bosco, Fragaria vesca, ha frutto piccolo e morbido (il latino vesca significa molle; Fragaria invece deriva dall’indoeuropeo ed è collegato al sanscrito ghra “fragranza” proprio perché questa specie è la più profumata).
Della fragolina pochi sanno che si possono utilizzare anche le foglie, crude in insalata o leggermente passate in padella, da usare anche per ripieni di ravioli, panzerotti e torte salate o in pesto.

Esiste anche la cosiddetta “fragola matta”, Duchesnea indica, simile alla fragolina e che cresce anche negli stessi ambienti, della stessa famiglia (Rosaceae), con la differenza che il vero frutto, gli acheni (i “semini” sulla fragolina) sono rivolti verso l’esterno e il frutto è rivolto verso l’alto mentre la fragolina tende verso il basso e gli acheni tendono a nascondersi nella polpa.

La falsa fragola è una potentilla, quindi le foglie saranno più amare di quelle della fragola vera e propria, e di origine asiatica: nell’Ottocento fu importata in Italia all’Orto Botanico di Torino come una curiosità.
I falsi frutti sono commestibili, insapori da crudi. Si possono però utilizzare come perfetta guarnizione, canditi o spolverati di zucchero a velo, perché spesso di grandezza superiore alla fragola e di colore più vivo.

Buona primavera, buona rinascita selvatica!

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