XIX edizione // 4 - 5 - 6 agosto 2022 // Serravalle di Chienti (MC)

Treacherous Orchestra

di Luciano Monceri

Treacherous Orchestra
Nel 2016 al Celtic Connection di Glasgow abbiamo avuto l’occasione di conoscere i musicisti di questa straordinaria super band, provenienti da Scozia e Irlanda, simbolo di una nuova epoca di geniale contaminazione che vede il trad confluire e miscelarsi con un rock debordante e le emergenti frontiere musicali. Un mix esplosivo che come per magia nel 2017 si è materializzato sul main stage del Montelago Celtic Festival. Una vera e propria orchestra di 11 elementi, ognuno dei quali si contraddistingue nel panorama musicale europeo come miglior sunatore del proprio strumento. Al centro della band le cornamuse scozzesi ed i whistles di Ali Hutton e Ross Ainslie, discepoli del celebrato Gordon Duncan dalla cui illuminata capacità compositiva hanno attinto a piene mani, riconoscendone l’assoluto valore. A seguire i virtuosi violinisti Adam Sutherland e Innes Watson, John Somerville alla fisarmonica, Fraser Stone alla batteria, Barry "Spad" Reid alla chitarra, Martin O'Neill al bodhran, Kevin O'Neil ai flauti, Éamonn Coyne al banjo e Duncan Lyle al basso e alle tastiere: quest’ultimo è anche responsabile della registrazione e della produzione discografica del gruppo insieme ad Ali Hutton e Barry "Spad" Reid.
L’album d’esordio “Origin” del 2012 è una vera bomba che pone la band all’apice della scena musicale celtica mondiale e nel 2015, con la seconda produzione “Grind”, arriva la conferma definitiva.

GRIND
L’album si apre con una lenta ed aggraziata ascesa in The Long Count dove al tappeto degli archi e della fisarmonica si sommano gli incalzanti riff dei whistles fino al completo sviluppo della melodia in schemi ritmici sempre più complessi che conducono alla seconda parte dominata dai violini ed il banjo, che si intrecciano in virtuose evoluzioni dal sapore trad-rock. Masters è la naturale evoluzione del primo brano dove fanno il loro prorompente ingresso le cornamuse di Ross e Ali che si muovono su ritmi solidi come roccia alternando vivaci melodie a loop altamente ipnotici. In Halicon Daze i toni sfumati della tradizione evocati dal bodhran e dal banjo si fondono gradualmente in una vertiginosa complessità poliritmica dove si intrecciano le evoluzioni di flauti e fisarmonica.
Hounds è un brano travolgente dall’andamento funky, guidato nella sua interezza dalle cornamuse scozzesi alle quali si agganciano magistralmente gli altri strumenti: brano ritmicamente molto variegato, dove nella parte centrale spicca un bellissimo assolo di flauto traverso. In Banger ritorna il sound più rilassato della tradizione, annunciato con una elegante linea di basso su cui si muovono le note dal sapore gipsy dei violini. Un crescendo orchestrale conduce ad una seconda parte energica e decisamente più progressive dominata dalle cornamuse.
The Sly One è un brano d’avanguardia dove emerge la straordinaria capacità compositiva della band che si compie nell’alternanza di complessi pattern ritmici e dissonanze.
Il susseguirsi dei brani punta tutto verso il finale per preparare all’ascolto dell'epica title track, introdotta con una misteriosa ascesa ambient in Rise per sfociare nella maestosità di Grind, brano evocativo di incredibile potenza e profondità emotiva dove veramente, con un ascolto ad occhi chiusi, si raggiungono luoghi di inusitata bellezza. Bellezza ed armonia che ritroviamo nell’ultimo brano del disco, Numbers, degna chiusura di questo meraviglioso viaggio sonoro, nella cui prima parte regnano grazia ed eleganza che prendono sempre più consistenza e forza in un finale trionfante ed avvolgente.
In conclusione, Grind è un’opera straordinaria che l’orecchio apprezza in tutta la sua genuina esposizione, nonostante sottenda un’intricata e minuziosa attenzione ai minimi dettagli di scrittura, di arrangiamento e di sapiente miscelazione degli strumenti.
Siamo veramente onorati di aver potuto ospitare al nostro festival questa talentuosa superband, di cui potete vedere un piccolo estratto live cliccando su questo link 

Mentre potete ascoltare Grind seguendo questo link:
https://open.spotify.com/album/3hD3LHLF41DgPvOC669I3l


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