XIX edizione // 4 - 5 - 6 agosto 2022 // Serravalle di Chienti (MC)

L'arte di vivere in natura - Terza puntata

a cura di Diego Giulietti

NOTA
Le informazioni e le tecniche spiegate in questo blog sono solo a scopo didattico/informativo. L’autore e l’editore declinano ogni responsabilità riguardo a possibili danni causati da un uso scorretto delle stesse

 

THE EDGE

Da questo articolo cominciano gli approfondimenti sulle 5C, ed inizieremo dai Cutting Tools gli attrezzi da taglio. Come spiegato nel primo articolo questi utensili hanno diversi ruoli: ci permettono di tagliare e lavorare il legno, di creare altri attrezzi, di processare il cibo.
All’interno di questa categoria troviamo diversi strumenti coltelli, asce, seghe, gorbie e così via; essi possono essere versatili o specialistici. Iniziamo ad analizzarne alcuni partendo proprio dal coltello:
tra i primi utensili creati dall’uomo c’era proprio lui, infatti fin da quei tempi il coltello è diventato il compagno inseparabile dell’uomo che vive all’aria aperta.
Nella scelta per l’acquisto dobbiamo tener conto di alcune qualità che il coltello dovrà avere.
Dimensioni: con un coltello piccolo potremo fare bene lavori di fino ma non lavori pesanti, al contrario con una lama grande potremo fare lavori pesanti ma ci troveremo in difficoltà con i lavori fini, quindi come “primo” coltello ci conviene considerare un modello di medie dimensioni (sui 15cm di lama)

Punte: è la parte finale del profilo della lama, i più comuni sono il profilo classico il più commercializzato, il profilo a Lancia, il profilo da macellaio e ultimamente la forma “tanto” di derivazione orientale.

La forma comune è la più versatile, quella da macellaio è buona per lavori pesanti o tecniche tipo il “chopping” ma rende difficile i lavori fini, lancia e tanto sono forme più da combattimento o caccia ma poco adatte alla lavorazione delle selvaggina.

Bisello: è la sezione della lama, ha diverse forme piatto, scandinavo, concavo e convesso.

I biselli piano e scandinavo (il mio preferito) sono di facile affilatura, mantengono bene il filo permettono di eseguire lavori di fino e sono sufficientemente robusti per lavori medio pesanti.
Il bisello concavo è quello dall’affilatura più facile e dal taglio più efficace, ma ha un filo debole ed è inadatto a lavori pesanti.
Al contrario il convesso è adatto agli usi più duri (come spaccare la legna) ma è di difficile affilatura ed inutile per i lavori di fino.

Robustezza: oltre alla forma del bisello la robustezza della lama è data dal codolo, ovvero quel prolungamento della lama che si innesta nel manico.
Ne esistono 2 tipologie:
MEZZO CODOLO che si innesta nel manico fino a metà della sua lunghezza
e il CODOLO PASSANTE che attraversa il manico attraverso tutta la sua lunghezza

Il codolo passante naturalmente è il più robusto, inoltre in caso rottura del manico è più facile costruirne uno nuovo anche semplicemente avvolgendogli un panno intorno.

Comfort: ultimo ma non per questo meno importante, scegliete sempre un coltello con impugnatura comoda, adatta alla vostra mano, considerando anche quando lo userete con i guanti, se possibile sceglietene un con alla fine dell’impugnatura un passante per il “laccio” da polso
Coltelli pieghevoli: questi se di buona fattura sono un’ottima aggiunta al vostro equipaggiamento, devono avere però un sistema di bloccaggio sicuro o rischierete di ferirvi durante i lavori; alcuni sono dei veri e propri multi attrezzi con a volte decine di accessori, ma non pensateli mai come coltello principale.

ASCE e ACCETTE: in commercio ci sono decine di modelli che differiscono per impugnature e testa d’ascia, alcune hanno ruoli molto specialistici, consiglio di scegliere come sempre il profilo più versatile tenendo conto delle vostre esigenze , prediligete le teste “forate” con il manico in legno che in caso di rottura potrete realizzarne uno nel bosco. Riguardo la dimensione , dipende dallo spazio e dal peso che potrete trasportare, l’ascia è più grande e più pesante dell’accetta , si impugna a 2 mani ed è più sicura da usare, l’accetta è più leggera, si usa con una sola mano e può essere portata appesa alla cintura.

SEGHE: attrezzo utilissimo nella lavorazione del legno non dovrebbe mai mancare nel vostro zaino. Anche qui ne esistono di diverse misure e forme:

  • seghe a filo: molto compatte che possono trovare spazio anche nei kit di sopravvivenza ma riescono a tagliare al massimo rami con 10/15 cm di diametro. Con questo tipo di seghe prolungando i tiretti con del cordame è possibile tagliare i rami più alti e fuori dal nostro raggio.
  • seghe pieghevoli: ce ne sono molte di buona qualità adatte anche hai lavori più pensanti, piegate non occupano molto spazio e stanno comodamente nello zaino o appese alla cintura, con lame di varia lunghezza e varianti con impugnatura fissa.
  • seghe ad arco o a telaio: sono quelle più robuste e di conseguenza adatte hai lavori duri, le seghe ad arco hanno una struttura tubulare in ferro o piena di plastica, le seghe a telaio sono in legno. Praticamente condividono lo stesso tipo di lama che può essere cambiata nel tipo a secondo del taglio che dovremmo fare. Entrambe sono leggere ma voluminose da trasportare, ma potete portarvi dietro solo la lama e poi costruire un telaio al campo.
  • seghe con catena di motosega: possiamo dire che è un’evoluzione/variante della sega a filo “introdotta” recentemente, si tratta semplicemente di lama a catena di una motosega con un’impugnatura sicura alle estremità, se di buona fattura è molto robusta è può tagliare anche alberi medio piccoli, ripiegata è compatta e leggera ma è difficile da riaffilare senza i giusti attrezzi. E’ comunque un utile aggiunta se avete dietro anche una sega chiudibile o avete necessità di contenere peso e volume.


MACHETE: un vero amico quando si tratta aprirsi la strada nella boscaglia, come sempre dimensioni e tipologia di lama dipenderanno dalla vostre esigenze, sceglietene sempre uno di buona fattura e robusto, può sostituire il coltello in alcuni lavoro aiutando a preservarlo. Se avete spazio e potete portarne il peso, portatelo, non ve ne pentirete.


NOTA : Lame e legge Italiana
Sul porto del coltello da tempi immemori girano vere proprie leggende dure a morire, la più comune è quella delle "4 dita" ovvero che il coltello con lama inferiore a 4 dita può essere liberamente portato: nulla di più falso.
In Italia il coltello è "catalogato" come attrezzo e non come arma (a differenza del pugnale che è arma bianca) e come altri attrezzi (roncole, picconi, martelli etc) è soggetto al porto e trasporto con giustificato motivo.
Cosa significa? E’ semplice: a seconda della situazione saremo o no giustificati ad avere l’attrezzo con noi.
Esempio 1: mi trovo nel bosco a raccogliere legna, ho il coltello alla cintura e un accetta in mano, passano le forze dell’ordine, noi siamo in regola.
Esempio 2: vado al bar, porto il coltello alla cintura e accetta in mano, dopo 5 minuti arrivano i carabinieri e si va in caserma, chiaro? E' la situazione che delimita se ciò che facciamo è legale o no.
Differenza tra porto e trasporto: il porto è quando l’attrezzo è direttamente accessibile e pronto all’uso tipo appunto un coltello alla cintura o sui sedili dell’auto; il trasporto invece quando l’oggetto in questione è custodito in maniera da non essere accessibile nell’immediato, tipo nello zaino, o nel portabagagli.
Queste regole non solo valgono per gli attrezzi ma per qualsiasi oggetto potenzialmente pericoloso.
Esempio: vado in ferramenta a comprare un bastone per la zappa di mio nonno, distrattamente lo poggio sui sedili dell’auto, mi fermano per un controllo, vedono il bastone sui sedili e anche giustificandomi che sono andato a comprarlo per riparare la zappa possono contestarmi il porto d’arma impropria avendo rapido accesso ad esso (perché mi basterebbe allungare la mano per afferrarlo e darlo sulla testa a qualcuno).
Stesso inizio ma metto il bastone nel porta bagagli al controllo possono chiedermi il perché del bastone e basta. Spero di essermi spiegato.

Consiglio: usate sempre la saggezza, valutate dove siete e chi potreste incontrare. Esempio: se vi trovate lungo sentieri turistici e frequentati evitate di portare il coltello al fianco, questo perché alcune persone (più di quello che pensiate) potrebbero impressionarsi e di conseguenza causare “falso allarme”.

RISORSE NATURALI

Il Faggio


Bosco di faggi
Albero latifoglie che può alzarsi fino a 30/40 metri di altezza, cresce in zone temperate e ama i posti umidi, presenta un tronco dritto dalla corteccia grigio chiaro, foglie verde scuro, più chiare nel lato inferiore, di forma ovale e dal bordo leggermente ondulato.
Il suo legno è poco elastico ma molto robusto, buono per realizzare suppellettili e manici di attrezzi.
Quando secco è ottimo legno da fuoco, brucia lentamente e produce molto calore.
Il suo frutto è la faggiola e matura in autunno.
Molto nutriente, ricco di vitamine, proteine e acidi grassi; possono essere consumate crude come le noci o arrostite, possono essere usate per creare un surrogato del caffè, sono ricche di olio che si può estrarre pressandole e usarlo come alternativa all’olio di oliva.

Foglie di faggio con faggiole

Ricetta
Caffè di Faggiole
prendete delle faggiole, arrostitele fino a che non abbiamo una doratura sul marrone e s’induriscano leggermente e riducetele in polvere più che potete.
Fate bollire dell’acqua, raggiunta l’ebollizione spegnete e mettete la polvere di faggiole a macerare per alcuni minuti, filtrate e bevete il vostro caffè di faggiole!

Al prossimo numero e STAY WILD!

 

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